Noi siamo i genitori e loro sono i nostri figli

“Nessun educatore, per quanto dotato ed esperto, può sostituire i genitori.

Se questo fondamento vacilla, anche il futuro della Chiesa e della società umana sarà incerto e andrà in rovina.

Nel suo cinquantesimo compleanno, Papa Giovanni XXIII scrisse una lettera ai genitori nella quale diceva: «Cari Mamma e Papà, oggi sono arrivato ai cinquant’anni. Dio, per la Sua infinita bontà, mi ha affidato molti incarichi nella Chiesa, sono stato in tanti posti, ho studiato tanto, ma nessuna scuola mi ha dato un insegnamento più grande o è stata più benefica di quella che ho ricevuto quando vi sedevo in grembo»” (F.X. Nguyen Van Thuan).
 
Forse scommettiamo poco su questo particolare aspetto della vita umana. La famiglia è una realtà educante molto importante; Essa merita tutto il nostro rispetto e soprattutto la nostra riconoscenza. La Chiesa ha bisogno di famiglie capaci di introdurre i propri figli verso un orizzonte nuovo per garantire loro una maggiore stabilità interiore.

I figli del nostro tempo, infatti, – forti e robusti nel fisico – sono incredibilmente fragili e insicuri nell’affrontare l’esperienza della vita e le sue numerose contraddizioni. Qui, se ci sono delle responsabilità da rintracciare… sono le nostre! Noi siamo i genitori e loro sono i nostri figli. Se non saranno più in grado di riconoscere il bene dal male, se cresceranno irresponsabilmente e incapaci di affrontare le difficoltà della vita, se non riusciranno a vedere altro che se stessi e i propri personali ed egoistici interessi… forse è perché non hanno avuto dei genitori che gli hanno insegnato a guardare oltre la propria finitezza!

Pubblicato Venerdì 20 Maggio 2011 alle ore 20.14